Specialisti

Dott.ssa Alessandra Bussi Moratti

Il Counselling  è un intervento psicologico di sostegno la cui finalità è quella di aiutare una persona in difficoltà  psicologica a prendere le decisioni migliori per il benessere proprio e del proprio ambiente.

Si svolge tramite un ciclo di colloqui focalizzati sul disagio presentato e tesi ad aiutare la persona a recuperare la propria consapevolezza e la propria autonomia decisionale.

La sua utilità nei casi di abusi e violenza consiste nel poter aiutare la vittima e/o i familiari della vittima in una elaborazione del trauma che non renda sempre obbligatoria una psicoterapia, che solo nei casi più gravi può essere suggerita in una seconda fase.

 


Prof. Pierfrancesco Sammartino

Interventi psicoterapeutici (trattamento) per chi ha subito atti di violenza :

Premesso che in questo contesto di "offerta di aiuto" un intervento psicoterapeutico può presentare difficoltà tali da stravolgere i principi che caratterizzano le proprietà dell'intervento stesso, preferirei chiamare tale "offerta di aiuto" un contributo di carattere psicologico al trattamento della violenza.

Entrando nel merito della specifica offerta di aiuto psicologico, possiamo dire che "il trattamento della violenza" può creare aspettative onnicomprensive, perché il tema della violenza ci impone, a vari livelli, un confronto con il limite, quello appunto di definire l'ambito della violenza.

Uso il termine "trattamento" rispetto a quello di "cura" perché si riferisce prevalentemente al "modo o maniera di accogliere", e, indirettamente, anche all'idea di "elaborazione" dell'evento traumatico.

La violenza ci porta a trattare il concetto di trauma. Dobbiamo distinguere il trauma fisico da quello psichico: questa proposta, ovviamente, si riferisce a quello psichico.

Trauma: proviene dalla parola greca "trauma", significa ferita e deriva da titrosco = perforare. Individua quindi una ferita con lacerazione. In certi contesti, il termine si riferisce piuttosto alle conseguenze sull'insieme dell'organismo di una lesione risultante da una violenza esterna. La psicoanalisi ha ripreso questo termine trasponendo sul piano psichico i suoi tre significati: quello di shock violento, quello di lacerazione, quello di conseguenze sull'insieme dell'organismo.

Il "trattamento della violenza" permette di individuare prospettive diverse che possono affinare la qualità dell'intervento e ampliare la "capacità percettiva" e la "sensibilità" del terapeuta.

Di fronte alla violenza si ha immediatamente la sensazione di non essere attrezzati, di non avere la risposta giusta per contenere e tradurre in forma interpretativa affetti primari, come la rabbia narcisistica.

Il trauma psichico è un evento della vita del soggetto caratterizzato dalla sua intensità e dall'incapacità del soggetto stesso di rispondervi adeguatamente.

Il concetto di trauma, inoltre, rimanda a quello di soggettività, nel senso che, per parlare di traumaticità di un evento, devono essere verificate alcune condizioni, tra cui l'età, le condizioni psicologiche del soggetto al momento dell'evento, la situazione ambientale con la quale il soggetto interagisce, che può impedire o ostacolare una reazione adeguata e la componente costituzionale del soggetto.

L'obiettivo quindi è di offrire una psicoterapia che, come ho già accennato preferisco definire "trattamento della violenza", capace di adattarsi alle specifiche strutture di personalità e alle articolazioni psicopatologiche proprie della storia di ogni paziente.

Segue curriculum

FORMAZIONE E TRAINING PERSONALE IN CAMPO PSICOLOGICO ( e corsi di aggiornamento qualificati)

-Formazione e training personale di psicoterapia con il Prof. Pietro Ganzerli (Docente di Teoria e tecniche dei test - Facoltà di Psicologia - Università di Roma "La Sapienza") attraverso : Psicoterapia individuale (una seduta settimanale) - 1966-1969

-Training personale in psicoanalisi- con Ordinario della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) - Psicoanalisi individuale (tre sedute settimanali) - 1975-1979

-Formazione e training personale didattica in psicoanalisi (tre sedute settimanali) - 1980-1986 - con Ordinario della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) per svolgere attività di supervisione.

-Attività di formazione, ricerca e supervisione con il Gruppo "Lavoro Psicoanalitico" 1973 - 1981 - Dott. Ciolfi, Dott. Sassanelli, Dott. Vetrone; Ordinari della SPI (Società Psicoanalitica Italiana)

-Formazione e training personale in psicoterapia di gruppo

-Esperienza annuale di Dinamica di Gruppo presso la Facoltà di Psicologia - Dott.ssa G. Badolato. (1977)

-Seminari di formazione sulla Psicologia di Gruppo presso il Centro "Spazio" Roma - direttore Prof. P. Perrotti Didatta della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) (1979-1985)

-Diploma quadriennale di specializzazione in "Psicodiagnostica e Psicologia clinica", conseguito presso la Società di Psicodiagnostica e Psicologia clinica.

-Presidente della SippsCa Prof. Dott. Pietro Ganzerli (1982-1986).

-Supervisione clinica con il Prof. Dott. Pietro Ganzerli, (Docente di Teoria e tecniche dei test - Facoltà di Psicologia - Università di Roma "La Sapienza")dei pazienti trattati con psicoterapia psicoanalitica (giugno 1978-maggio 1985).

-Partecipazione ai corsi biennali di "Supervisione della presa in carico e del trattamento individuale e di gruppo nei sert e negli Enti Ausiliari" (D.A.I.A. Drug Addiction Integrated Approach) presso il Sert di Foggia condotti dal Dott. G. Mammana, 1991-1992.

-Frequenza annuale ai Corsi di Supervisione e Aggiornamento D.A.I.A. per "Un nuovo approccio per i programmi terapeutici urbani nelle tossicodipendenze" (dal 1991).

-Partecipazione al Laboratorio di Formazione "Psicologia della comunicazione" condotto da P.Wattzlawck direttore del Mental Research Institute di Palo Alto. Milano 26/28 settembre 1993

ATTIVITA' PROFESSIONALE E DI DOCENZA (in ambito psicologico pubblico e privato)

-Attività di Psicologo Clinico e di Psicoterapeuta come libero professionista dal 1973.

-Attività di Psicologo dell'orientamento e della formazione come libero professionista dal 1989.

-Consulente scientifico e attività di supervisione presso la Società Italiana di Psicodiagnostica e Psicologia clinica. (dal gennaio 1984) Roma.

Attività di "Esercitatore" nell'A.A. 1977/78 e di "Cultore della materia" negli A.A. 1978/79 e 1979/80 presso la Cattedra di Psicologia Generale II (Corso di Laurea in Psicologia) presso l'Università di Roma "La Sapienza".

-Attività didattica presso il Centro Universitario Internazionale. (consorziata con l'Università di Siena) (1991-1993). Accademia per la Cooperazione InterUniversitaria - Monte S.Savino. (Siena)

Corso di storia delle teorie e delle tecniche in psicoterapia.

-Co-conduzione con il Prof. G. De Leo (Ordinario di psicologia criminale - presso l'Università di Roma "La Sapienza"), di un ciclo di "Formazione alla conduzione di gruppi" (1992-1993) per operatori in ambiti della devianza minorile.

-Didatta e Tutor presso la Scuola Superiore di Psicologia Psicoanalitica(Scuola Superiore di specializzazione dell'IPsA) Roma dal 1985

-Membro del Comitato Scientifico e Docente nella "Scuola Superiore Formazione Alti Studi in Psicologia della riabilitazione, del sostegno e in psicodiagnostica" - Scuola quadriennale organizzata dalla F.I.P. (Federazione Italiana Psicologi) Diretta dalla Dott.ssa Vera Slepoj. Padova dal 1994.

-Membro del Comitato Scientifico e Docente nella "Scuola di Formazione per esperti nella riabilitazione e nella psicoterapia sull'abuso e la violenza" - Scuola biennale organizzata dalla F.I.P. (Federazione Italiana Psicologi) Diretta dalla Dott.ssa Vera Slepoj. Milano-Roma dal 1995.

-Coresponsabile del coordinamento di "Family Help" Centro di aiuto alla famiglia. Direttore: la Dott.ssa Vera Slepoj; dove svolge anche attività di supervisore degli operatori psicoterapeuti del Centro. Padova dal 1997.

-Direttore del Centro di Psicologia dell'età evolutiva "La Crisalide" : per la promozione del benessere psico-fisico-relazionale del bambino. Roma dal 1995

-Editorial Board di "Journal of European Psychoanalysis" e membro di ARPE (Association for the Psychoanalytic Research in Europe) Roma dal 1999

ABILITAZIONI - INCARICHI PROFESSIONALI in ambito psicologico

Dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica il 21 feb.1992 è stato nominato "Componente effettivo" della Commissione Regionale del Molise - Campobasso per la formazione dell'Albo degli Psicologi in sede di prima applicazione della legge (ex art. 33 Sessione speciale di Esami di Stato). La convocazione è della Corte di Appello di Campobasso, le riunioni si sono protratte fino al 25/1/1994.

Dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, il 16 aprile 1993 è stato designato membro effettivo come libero professionista della Commissione esaminatrice degli esami di Stato di abilitazione all'esercizio della professione di psicologia per le sessioni dell'anno 1992 (26 aprile e 22 novembre 1993) presso l'Università degli studi di Roma "La Sapienza".

Tale nomina è stata rinnovata per le due sessioni degli esami di Stato del 2000

(1986-1989). Attività di ricerca e formazione professionale come collaboratore dell'ISSOS "Istituto di Studi Sociali e Sanitari" in particolare ha svolto attività di progettista e coordinatore degli interventi per la lotta alla droga.

Collaborazione con la USL RM/1 per l'inserimento nei "Campi estivi" promossi dal Comune di Roma per giovani con problemi di tossicodipendenza, (1978-1982)

Dal 1989 è Segretario Generale della F.I.P. (Federazione Italiana Psicologi) Organizzazione Professionale e Culturale degli psicologi italiani di cui è Presidente la dr.ssa Vera Slepoj

Dalla Regione Veneto con Delibera di Giunta Regionale n.2936/98 è stato nominato membro effettivo del Nucleo Tecnico-Scientifico, previsto dall'art.6 Legge Regionale n.41 del 19/12/1997, per "Abuso e sfruttamento sessuale: interventi a tutela e promozione della persona"

ATTIVITA' PROFESSIONALE NEL SETTORE DEI SERVIZI SOCIALI(associazionismo - volontariato - turismo giovanile - cooperazione internazionale)

Dal 1965 è stato socio volontario dell'Associazione "Servizio Civile Internazionale" (S.C.I.), organizzazione internazionale di volontariato, fondata alla fine della prima guerra mondiale in Svizzera e particolarmente diffusa in Inghilterra e Germania. Nel 1966 ha partecipato come volontario agli interventi di soccorso a Firenze a seguito dell'alluvione.

(1979-1985) è eletto Vice Presidente e poi Presidente Nazionale dell'Associazione Internazionale di volontariato S.C.I. Servizio Civile Internazionale - branca italiana.

All'interno dell'Associazione ha svolto anche il ruolo di Coordinatore e Responsabile di progetti e interventi finalizzati all'integrazione e recupero di giovani con disagio psichico e tossicodipendenza attraverso esperienze di solidarietà sociale nell'ambito di "campi di lavoro" con giovani volontari italiani e stranieri

Nel 1980 ha diretto "campi estivi di lavoro volontario" finanziati dal Ministero degli Esteri per il turismo giovanile europeo, successivamente ha utilizzato tali situazioni solidaristiche per elaborare ed attuare progetti finalizzati al recupero di giovani con problemi di alcolismo e tossicodipendenza. A seguito di tali interventi il "Servizio Civile Internazionale" è stato riconosciuto dalla Regione Lazio come Ente Ausiliario in base alla legge regionale n. 44 del 1982.

A seguito di tale riconoscimento, il sottoscritto in qualità di Vice Presidente della branca italiana, stipulava una convenzione con la Regione Lazio: (delibera n.1433 - Bollettino Ufficiale n.16 del 30/6/1984); nelle more di tale convenzione ha collaborato con la USL RM/1 e con il Comune di Roma per lo sviluppo del turismo giovanile.

Queste attività sono state da lui diretta fino ad aprile del 1987.

Dal luglio 1987 è diventato collaboratore dell'ISSOS "Istituto di Studi Sociali e Sanitari" di Roma per attività di ricerca e formazione professionale: in particolare è stato progettista e coordinatore degli interventi nell'ambito del disagio giovanile e per la lotta alla droga,

ha inoltre svolto ricerche e interventi psicosociali relativamente a problematiche inerenti l'invecchiamento;

una ricerca di particolare interesse, su richiesta dell'Associazione dei trapiantati cardiaci, è stata sviluppata per individuare le problematiche psicologiche conseguenti a modificazioni della schema e dell'immagine corporea a seguito di trapianti cardiaci.

La collaborazione si è sviluppata fino al 1989.

Il 12 marzo 1990, insieme ad altri 5 professionisti, ha costituito l'Associazione CI.V.E.S. (Ciclo di Vita ed Esperienza Sociale) con lo scopo di promuovere e organizzare tutte quelle attività di servizio rivolte all'individuo e alla comunità sociale per contribuire attivamente al miglioramento della qualità della vita. All'Atto Costitutivo viene nominato Segretario Generale.

Il 3 aprile 1991 è nominato Presidente, al rinnovo delle cariche il 30 dicembre 1997 è nominato coordinatore per i progetti di formazione (occupazione) della Comunità Europea.

Dal 1995 è Vice-Presidente dell'Organizzazione Internazionale : I.H.O. INTERNATIONAL HEALTH OBSERVATORY (OSSERVATORIO INTERNAZIONALE SULLA SALUTE)

Nel 1999 (marzo - aprile) in collaborazione con la Protezione Civile e in rappresentanza della F.I.P. (Federazione Italiana Psicologi) con la Dott.ssa Vera Slepoj ha organizzato un "Osservatorio sulla violenza e l'esodo di massa" nel campo profughi di Kukes (Albania).

ATTIVITA' PROFESSIONALE NEL SETTORE DELLA SCUOLA E DELLA CULTURA

Principali articoli pubblicati sulla rivista: P&L "Psicologia Lavoro Società" dal 1981 al 1986

della quale oltre ad essere stato codirettore è stato responsabile del settore "Cultura e formazione".

"Per un dibattito su scienza e psicologia" n° 1

"Nel centenario della morte di Karl Marx" n°2

"Il pensiero scientifico non ha più teorie certe da prescrivere" n° 3/4

M: personaggi da imbalsamare" n° 5/6

"Fare formazione" n° 7/8

"Psicologia e cultura" n° 7/8

"Le voci di dentro" n° 9/10

Dal 1989 è membro del comitato scientifico del "L'Ermete", (Rivista di Psicoanalisi e Antropologia Culturale), in cui ha pubblicato:

"La scienza moderna e il contributo di Kant alla nascita della psicologia"

Al 1° Congresso italiano di psicologia della salute (Orvieto 15/17 ottobre 1993), in collaborazione con la dr.ssa Galassetti, ha presentato una comunicazione dal titolo "L'educazione alla salute come intervento preventivo nell'organizzazione scolastica"

Dal 1985 collabora alla rivista "Libri e Riviste d'Italia" pubblicata dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali; elenco delle principali e recenti "Recensioni ampie"

"La metafora freudiana. Verso un cambiamento del paradigma in psicoanalisi" 1990

"L'istituzione e le istituzioni" 1991

"Gli atteggiamenti sociali" 1991

"Storia delle scienze. Gli strumenti" 1992

"La complessità. Esplorazioni nei campi della scienza" 1992

"La vana fuga dagli dei" 1992

"La spiegazione del crimine" 1993

"Dall'educazione alla salute, alla salute dell'educazione" 1996

"I cosiddetti sani. La patologia della normalità." 1996

Principali interventi o articoli pubblicati su libri:

"La professione di psicologo" in " Atti del Convegno a Mondo Operaio" marzo 1989.

"Alcune considerazioni sulla psicologia dell'adolescente e l'innamoramento"

in Atti del Convegno della F.I.P. "La psicologia dell'amore" 1991.

P. Sammartino - M. Galassetti

"Società civile e infelicità" in Atti del Convegno della F.I.P. "Sull'infelicità" 1991.

"Considerazioni sui pregiudizi che possono influire sui comportamenti nei confronti di handicappati, extracomunitari, tossicodipendenti", in "La diversità dietro la maschera" ed. Datanews Roma 1994.

Nell'ambito delle iniziative culturali della della F.I.P. (Federazione Italiana Psicologi). come Membro del Comitato Scientifico ha collaborato ad organizzare i seguenti convegni:

"Psicologi e azienda", Roma 1989

"La psicologia dell'amore", Venezia 1990

"Lo psicologo: funzioni, modelli e prospettive", Roma 1991

"La psicologia e l'Europa: aspetti legislativi, scientifici, professionali" Padova 1991

"Sull'infelicità " , Milano 1991

"Il pensiero violento", Roma 1991

"La paura e l'incertezza", Milano 1992

"Narcisismo e onnipotenza", Firenze 1992

"La psicologia del denaro", Firenze 1993

"La psicologia della famiglia", Cagliari 1993

"La psicologia della comunicazione", Milano 1993

"Sull'evoluzione" (Le fasi della vita), Venezia 1994

"La speranza e l'indifferenza", Napoli 1994

"Psicologia e Pubblicità - l'inconscio in copertina" Bari 1995

"E' nato Pinocchio rimane Burattino - del passaggio dall'infanzia all'età adulta" Pescara 1995

"Psicologia e Pubblicità - il pensiero e l'emozione in pubblicità" Conversano - Bari 1996

"Giovani contro - normalità e criminalità nell'adolescenza" Padova 14/15 giugno 1997

"La psicologia della scelta" 3°Congresso internazionale di psicologia e pubblicità. Bari 1997

"L'immagine e l'immaginario" 4°Congresso internazionale di psicologia e pubblicità. Bari 1998

"Vero o Falso" 5° Congresso internazionale di psicologia e pubblicità. Bari 1999

ELENCO ANALITICO DEI RICONOSCIMENTI E DEI PROGETTI ELABORATI

1991 - Autorizzazione all'esercizio di attività di prevenzione, recupero psicofisico e sociale nell'ambito degli interventi previsti dalla Legge Regionale n. 44 / 1982 concesso dal Consiglio Regionale del Lazio con delibera n. 5563/1991.

1991 - Convenzione con il Comune di Roma - Ripartizione VIII - Sicurezza Sociale - del 1/8/1991 - (Delibera n. 3818/1991) per svolgere attività di assistenza ai cittadini extracomunitari ospiti nelle strutture di prima accoglienza.

1991 - Convenzione fra l'Ass. CI.V.E.S. e la USL RM/3 del 24/9/1991 per interventi nel territorio della USL/RM3 finalizzati ad interventi di prevenzione , recupero e riabilitazione nell'ambito delle tossicodipendenze e dell'alcolismo.

1993 - Regione Molise - Iscrizione nel Pubblico Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato del Molise. ( Provvedimento n. 371/93 )

1995 - A seguito delle attività svolte dall'Ass. CI.V.E.S. presentate nell'ambito di alcuni seminari universitari, l'Università "La Sapienza" di Roma - Facoltà di Psicologia - ha riconosciuto l'Associazione come Ente abilitato a far svolgere nelle proprie strutture il tirocinio obbligatorio dei neolaureati per l'ammissione agli Esami di Stato per l'iscrizione all'Ordine professionale. (Supervisore delle attività inerenti i tirocini)

1999 - La convenzione con l'Università "La Sapienza" di Roma - Facoltà di Psicologia è stata rinnovata.

La convenzione stipulata con la Facoltà di Psicologia prevede l'utilizzazione dei tirocinanti anche nei progetti realizzabili in Molise.

HA PROGETTATO E SVOLTO IL RUOLO DI DIRETTORE RESPONSABILE DEI SEGUENTI PROGETTI :

1991/1992 - "Attività di assistenza ai cittadini extracomunitari ospiti nelle strutture di prima accoglienza". Nell'ambito delle iniziative di volontariato finanziate dal Comune di Roma -Ripartizione VIII - Sicurezza Sociale.

1991/1992 - "Centro di accoglienza per la prevenzione e il recupero dei tossicodipendenti"

- Anno finanziario 1990 - L'assegnazione del finanziamento è stata pubblicata su:

Supplemento Ordinaro G.U. n.147/ 1991.

Progetto finanziato nella Regione Lazio dalla "PRESIDENZA DEL CONSIGLIO" - DIPARTIMENTO AFFARI SOCIALI - ai sensi dell'articolo 127 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309.

1993 - "Attività del Centro di Accoglienza CIVES per tossicodipendenti. Interventi preventivi, terapeutici, e socio-riabilitativi e formativi".

- Anno finanziario 1991 - Supplemento Ordinario G.U. n. 15/ 1992.

Progetto finanziato nella Regione Lazio dalla "PRESIDENZA DEL CONSIGLIO" - DIPARTIMENTO AFFARI SOCIALI - ai sensi dell'articolo 127 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309.

1994 - "Attività del Centro di Accoglienza CIVES per tossicodipendenti. Interventi preventivi, terapeutici, e socio-riabilitativi e formativi".

-Anno finanziario 1992 - L'assegnazione del finanziamento è stata pubblicata su:

Supplemento Ordinaro G.U. n. 175/ 1992.

Progetto finanziato nella Regione Lazio dalla "PRESIDENZA DEL CONSIGLIO" - DIPARTIMENTO AFFARI SOCIALI - ai sensi dell'articolo 127 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309.

1995/1996 - "Attività del Centro di Accoglienza e Diurno per tossicodipendenti. Interventi preventivi, terapeutici, e socio-riabilitativi e formativi ".

- Anno finanziario 1993 - L'assegnazione del finanziamento è stata pubblicata su:

Supplemento Ordinario G.U. n. 133/ 1994

Progetto finanziato nella Regione Lazio dalla "PRESIDENZA DEL CONSIGLIO" - Dipartimento Affari Sociali - ai sensi dell'articolo 127 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309.

PROGETTO APPROVATO FINANZIATO MA NON REALIZZATO:

1992 - Il Comune di Roma ha proposto e stabilito il finanziamento per "l'istituzione in via sperimentale di n. 5 Centri Diurni per pazienti psichiatrici e/o rischio". ( uno dei Centri è stato assegnato all'Ass. CI.V.E.S.) Il progetto è stato elaborato dallo scrivente ed approvato dal Comune con Delibera n. 3328 del 15/7/1992 ..

HA PROGETTATO E SVOLTO IL RUOLO DI COORDINATORE e/o di SUPERVISORE DEI SEGUENTI PROGETTI:

1993 - Corso di qualificazione professionale a 20 giovani minorati e/o disagiati sociali da formare nell'ambito del progetto per "Artigianato del cuoio vetro e metallo".

(assegnazione del finanziamento : delibera del 2/4/1992 )

1994 - "Inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti nella realizzazione di un progetto sullo stato di monitoraggio dell'inquinamento ambientale della regione Lazio".

Anno finanziario 1992 - L'assegnazione del finanziamento è stata pubblicata su:

Supplemento Ordinario G.U. n. 64 del 18/3/1993.

1995/1996 - "Reinserimento lavorativo per ex tossicodipendenti attraverso la realizzazione di una cooperativa sociale finalizzata alla fornitura di servizi per la salvaguardia e la gestione del mondo verde e dell'ambiente in genere"

Progetto finanziato nella Regione Lazio ai sensi dell'articolo 134 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309 dal Ministero dell'Interno.

1995/1999 - Centro di Psicologia dell'età evolutiva "La Crisalide" : per la promozione del benessere psico-fisico-relazionale del bambino.

Attività promossa dall'Ass. CI.V.E.S. nell'ambito delle iniziative di volontariato e con le tirocinanti della Facoltà di Psicologia ed in collaborazione con le scuole secondarie inferiori e superiori del quartiere di Roma denominato "Quarticciolo"; quartiere in cui è ubicata la sede dell'Associazione.

Ha progettato e proposto al comune di Agnone (provincia di Isernia-Molise)per la presentazione alla "presidenza del consiglio" - dipartimento affari sociali - i seguenti progetti

1992/1994 - "Intervento integrato di prevenzione al disagio psichico e alle tossicodipendenze nei Comuni dell'Alto Molise"

(Esercizio finanziario 1991 - Supplemento G.U. n.15/1992)

Approvato e finanziato ai sensi dell'articolo 127 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309

1995/1997 - "Intervento integrato per la tossicodipendenza: attività di formazione, prevenzione recupero residenziale e semiresidenziale nei Comuni dell'Alto Molise"

(Esercizio finanziario 1992 - Supplemento G.U. n.175/1992)

Approvato e finanziato ai sensi dell'articolo 127 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309

Ha Inoltre Progettato E Proposto Al Comune Di Agnone Per La Presentazione Alla "Presidenza Del Consiglio" - Dipartimento Affari Sociali - Il Seguente Progetto :

" Sviluppo dell'Intervento integrato di prevenzione al disagio psichico e alle tossicodipendenze nei Comuni dell'Alto Molise attraverso la creazione di un Centro permanente di Esperienza Sociale" (Esercizio finanziario 1993 - Supplemento G.U. n.133/1994 finanziato ai sensi dell'articolo 127 del D.P.R. 9/10/1990 n. 309

PROGETTI FINANZIATI DALL A COMUNITA' EUROPEA

1995 - Ha co llaborato alla elaborazione e direzione del progetto :

"Teleinformatica e multimedialità nella gestione di banche dati ambientali"

proposto AL COMUNE DI ISERNIA che lo ha presentato al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e da questi approvato nell'ambito dell'iniziativa comunitaria "OCCUPAZIONE" - NOW IC/0418/N.

1997-2000- Ha collaborato alla elaborazione ed elaborazione del progetto :

"Creazione di un centro di sviluppo e commercializzazione di dati idrogeologici ed ambientali telerilevati" proposto AL COMUNE DI ISERNIA che lo ha presentato al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e da questi approvato nell'ambito dell'iniziativa comunitaria "OCCUPAZIONE" - NOW 1752/E2/N/R

Ha svolto le funzioni di coordinatore.

1998-2000 - Ha collaborato alla progettazione ed elaborazione operativa del progetto "HOPE" "OCCUPAZIONE"- HORIZON 1789/E2/H/R. presentato dall'Associazione A.M.F.A.I.P. (Presidente Dott.ssa Gioconda Parini) Svolto le funzioni di coordinatore.

 


Prof.ssa Alessandra Lumachelli

Alessandra Lumachelli, formatrice, perito grafologico, consulente grafologica, esperta nelle tematiche di abuso e rieducatrice del gesto grafico, contribuisce a sitiweb e riviste. Aderisce al Codice deontologico europeo per i grafologi. E' socio dell'AGRAGI o Associazione Grafologi Giudiziari, del CeSAP o Centro Studi Abusi Psicologici, del CISMAI o Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia, dell'APRESPA o Associazione Per Ricerche E Studi di Psicologia Applicata. Responsabile ETTA SOS per il Centro Italia.

Cell. 3387830312

 

 

PUBBLICAZIONI

 

Saggi

 

La scrittura della personalità, Simple Editore, Macerata

Scrittura creatività e arte, e. p.

[Saggio socio-demografico sull'immigrazione], Zappa, Sarzana

 

Altre pubblicazioni

 

Abuso: dall'omertà al riscatto, contributo sito web

Abuso e sofferenza nelle espressioni quotidiane, contributo sito web

A scuola: disgrafia e problemi di apprendimento, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma

Dentro la complessità della coppia: dinamiche psico-affettive, risorse e cambiamenti, tesi di diploma

Disgrafia, contributo sito web

Disgrafici sì ... ammalati no!, contributo sito web

"Distruggere il muro del silenzio - Disegno infantile e abuso psicologico"

Disturbi dell'apprendimento, manoscritto

Grafologia e benessere interiore, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma

I bambini e la grafologia, contributo sito web

Il disegno infantile: possibile traccia di abuso subito, tesi di diploma

La dislessia: leggere, che fatica!!, contributo sito web

La grafologia e la medicina, contributo sito web

La scrittura di un mito: Marilyn - Alla ricerca dell'amore negato, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma

 

Pennino traditore, Cairo Editore, Milano

Pianeta disgrafia , rivista ufficiale UNICEF "Il Mondo Domani"

Ritmo privato e ritmo collettivo, contributo sito web

Scarabocchiando verso il futuro, contributo sito web

Scarabocchi e simboli - La grafologia e la psicologia del profondo, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma

Scarabocchio ... disegno ... scrivo ... quindi esisto !!!, contributo sito web

Scrittura creatività e arte, testo bilingue ITA/ENG, e.p.

Scrittura, emozioni e consapevolezza - Le emozioni aiutano a crescere, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma

Segnali di abuso dalla grafia, contributo sito web CeSAP

Uso dei colori e incubi notturni, contributo sito web CeSAP

 

 ATTIVITA' SEMINARIALE

 

Awareness and Self-Motivation through Graphology: "Mediterranean Congress" of  the EBWA, Cairo

Bambini e diritto alla felicità, Teatro Comunale, Urbisaglia

Curved and Angular: Are You Altruist or Not?, W.I.N. Forum, Ginevra
Dibattito collettivo sulla creatività, Community "Rosa Stanton", Teatro S. Martino, Bologna
Donne del 3^ millennio verso l'autoconsapevolezza, Biblioteca Comunale, Mogliano
Graffitoes and Scribbles: "Calligraphy, Writings and Inscriptions in the World throughout the Ages", International Forum, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria
Grafologia e medicina, Rotary Club, Macerata

Handwriting and Personality, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria

Il disegno infantile: possibile traccia di abuso subito, Convegno Nazionale A.P.R.E.S.P.A.: "Il trauma: segni sintomi e strategie di intervento", Lonato

Il disegno infantile: possibile traccia di abuso subito, A.G.I.-Associazione Grafologica Italiana, Bologna

Il tempo interiore: "Chi sono? Dove sono? Dove vado?", Convegno nazionale A.P.R.E.S.P.A., Lonato

Intimità ed estroversione dalla scrittura-Conoscerci per rinascere, Centro Autostima Donne, Framura

L'abuso psicologico sul minore rilevabile dal disegno: Convegno nazionale A.GRA.GI., Napoli

L'attestazione della preparazione del perito: "Aggiornamento professionale e responsabilizzazione dei consulenti e dei periti", Convegno nazionale ISG, Roma

La vetta del successo interiore, Associazione Culturale Scuola di Respiro, Roma

Le espressioni grafiche dei bambini: presentazione di disegni, scritture infantili e di un caso di disgrafia, A.G.I., Trento

L'intelligenza del cuore: "Dov'e' finita la gioia? - Il cammino verso le emozioni positive", Convegno nazionale A.P.R.E.S.P.A., Rimini

L'utilizzo del test Stelle e Onde per monitorare il benessere familiare ed individuale: convegno internazionale "Genitorialità complesse", Università degli Studi di Ferrara, Ferrara

Scrittura creatività e arte-Paralleli ed analogie tra linguaggio artistico e grafologia: "La scienza e la scrittura", Convegno nazionaleA.GRA.GI., Napoli

Solitudini femminili - Vite a confronto: alla scoperta di leggi e relazioni umane che possono migliorarci l'esistenza, Sala conferenze della Filarmonica, Macerata

The Etruscan Coins: Symbols and Myths, "Calligraphy, Writings and Inscriptions in the World throughout the Ages", International Forum, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria

The Hieroglyphics and the Moretti's Sign "Curva" (Curved): "Calligraphy, Writings and Inscription throughout the Ages", International Forum, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria

Women Against Mobbing - Women Against Emotional Abuse in the Workplace, "Economic Women Empowerment", Mediterranean Congress of the EBWA, Cairo

 

 

 



Dott. Michele Bardin

Ogni tipo di violenza sull'adulto e sul bambino può innescare o essere mantenuta da diverse forme di psicopatologia individuale. La mia collaborazione all'associazione riguarda pertanto la disponibilità a svolgere, attraverso colloqui conoscitivi e la somministrazione di batterie testali specifiche, una valutazione psicodiagnostica, fornendo al paziente le indicazioni circa la migliore tipologia di trattamento, presso strutture pubbliche o private.

VIOLENZA DOMESTICA

SUL BAMBINO

La violenza sul bambino può avere gravi ripercussioni sullo sviluppo fisico, psichico, cognitivo ed affettivo. Il bambino, vittima di violenze, soffre nell'impotenza di reagire non avendo a disposizione i mezzi per difendersi.

Se si considera che nella maggior parte dei casi, i fautori di violenza sono figure di accudimento dalle quali il bambino dipende interamente, si intuisce in quale drammatica situazione si trovi imprigionata la giovane vittima. Non potendo rinunciare a figure essenziali a garantire la sua sopravvivenza è costretta ad accettare passivamente abusi e soprusi, nell'angosciante speranza di non perdere i suoi unici punti di riferimento. Questa situazione protratta nel tempo può portare sconvolgimenti catastrofici con possibili ripercussioni su tutta la gamma di funzioni fisiche, psichiche, cognitive, affettive e relazionali.

Che fiducia nell'essere umano potrà mai avere un bambino vittima di violenza da parte dei familiari? Che fiducia in sé stesso potrà mai avere se umiliato e schiacciato da violenze subite da persone alle quali si affida ciecamente? Quale immagine interiore di sé stesso potrà avere se usato come oggetto inanimato su cui scaricare i propri impulsi aggressivi? Come potrà un bambino che ha subito tali situazioni rapportarsi alla vita e alle relazioni future? Come potrà imparare ad amare?

Le conseguenze degli abusi fisici e verbali sui bambini possono essere le più disparate a seconda delle caratteristiche innate, passando da gravi forme psicopatologiche (forme autistiche, psicosi, disturbi della personalità, delinquenza, perversioni e aberrazioni della vita sessuale, nevrosi ossessive, tossicodipendenza, disturbi dell'umore, ecc.) a lievi deficit cognitivi (quali dislessie, disturbo da deficit dell'attenzione ed iperattività, deficit dell'apprendimento, ecc.).

Intervenire precocemente è un dovere di tutti al fine di garantire, promuovere e recuperare uno sviluppo armonioso che darà vita ad un essere umano capace di amarsi ed amare.

SULL'ADULTO

Le vittime adulte di violenza domestica sono quasi sempre donne ma non mancano rari casi di violenza subita da uomini. Subire violenze fisiche o psichiche è un fatto oggettivo sul quale uno psicoterapeuta può fare ben poco. Più utile, e sicuramente più efficace, sarebbe l'intervento delle forze dell'ordine o di un avvocato. Capovolgendo però il punto di osservazione possiamo vedere la situazione in un'altra prospettiva, nella quale l'intervento psicoterapico può avere un senso. Ci si può domandare:"Perché subisco tali violenze? Perché permetto ad una persona di trattarmi in questo modo? Perché non me ne vado di qui? Perché non lo lascio? Perché non faccio qualcosa per porre fine a questa situazione?". La risposta che viene data a questo tipo di domande solitamente può riguardare fattori oggettivi di ordine economico o logistico; "Non me ne vado perché non ho nessun posto in cui andare oltre a casa mia, non ho un lavoro, non ho soldi" oppure di ordine affettivo "Non me ne vado perché ho figli e non voglio farli soffrire, perché non voglio deludere i miei genitori, perché non voglio che le mie amiche sappiano delle mie difficoltà, perché tutto sommato voglio bene a mio marito o al mio fidanzato". È possibile però che nella realtà tali risposte logiche e plausibili nascondano una verità più profonda e più lontana dalla coscienza, una vera e propria forma di psicopatologia, che impedisce il cambiamento. Dietro all'incapacità di reagire si cela spesso l'incapacità di affrontare la vita in modo autonomo e maturo.

Un aiuto psicologico può quindi essere uno strumento utile a riconoscere e superare quei deficit personali che incatenano la vittima alla sua situazione attuale impedendole il cambiamento.

 

VIOLENZA DA PARTE DI ESTRANEI

Anche se la maggior parte delle violenze subite avvengono nel contesto famigliare, violenze ed abusi fisici o verbali da parte di sconosciuti non sono infrequenti. Questo tipo di eventi è senza dubbio un fattore traumatico per l'individuo e le conseguenze possono essere le più disparate. La violenza subita, come qualsiasi altro fattore stressante, può trasformarsi in evento scatenante che slatentizza (ovvero rende manifesta) una determinata forma psicopatologica, più o meno grave, a seconda della predisposizione di base e delle passate esperienze di vita dell'individuo. Anche in questo caso non è possibile prevedere quale reazione avrà la vittima di violenza. Esistono persone dotate di una straordinaria capacità di far fronte ad eventi traumatici senza subire ripercussioni tali da dover essere considerate patologiche, mentre, all'opposto, esistono persone che a seguito del trauma subito personalmente, o anche indirettamente come spettatori, crollano in varie forme di sofferenza. Elaborare l'evento traumatico e recuperare una vita sana e produttiva è un compito a volte difficile ma non irraggiungibile. Superare la vergogna ed il senso di colpa, che spesso nasce nella vittima di violenza, è il primo passo per tornare a vivere una vita ricca di affetti.



Dott.ssa Tiziana Vernola
Ipnosi e Trance

La terapia mediante ipnosi è un processo con cui aiutiamo le persone a riconoscere le proprie risorse interne; è pertanto  “un mezzo di comunicazione”, una “situazione che si crea tra 2 persone”, che ha lo scopo di facilitare la scoperta e l’ impiego di capacità presenti nell’inconscio.
Inconscio inteso come un serbatoio di potenzialità, che talora restano nell’ ombra,
senza che il soggetto stesso sia a conoscenza della loro presenza, e delle loro possibilità di impiego.
Le risorse infatti sono patrimonio di ogni individuo, e il compito dell’ipnosi è quello di svelarle a servizio del benessere e della crescita personale di chi le possiede; questo strumento si fa quindi imprescindibile in un percorso di crescita personale, proprio di ogni individuo.
In tutto questo il terapeuta facilita l’esperienza della trance intesa come uno stato modificato di coscienza, in cui l’apprendimento e la disponibilità al mutamento, hanno maggiore probabilità di avere luogo.
In questo stato i pazienti non sono “soggiogati” dal terapeuta, né perdono il controllo, dato che questa condizione è in realtà uno stato naturale che ognuno di noi ha sperimentato.
L’esperienza più consueta è quella del sogno ad occhi aperti, ma altri stati di trance possono essere sperimentati quando meditiamo, preghiamo, o facciamo degli esercizi, come il jogging ad esempio.
In queste situazioni, la persona è conscia della vivezza delle proprie sensazioni interne, sia mentali che fisiche, e gli stimoli esterni acquisiscono minore importanza.


Siamo ben lontani dunque dal tempo in cui l’ ipnoterapeuta esercitava un vero e proprio potere sul paziente, impartendogli dei comandi diretti, attraverso l’uso della fissazione degli occhi o della sfera di cristallo, che obbligava il soggetto a liberarsi dalla razionalità per usare la fantasia, nella ricerca di qualche visione immaginaria.
Ciononostante i cosiddetti “passaggi” con cui l’ipnotizzatore diceva di “emanare un certo fluido sul corpo del soggetto”, aveva nel complesso qualcosa di comune con l’ipnosi moderna, ossia la tendenza a indurre il soggetto a rivolgere l’ attenzione all’interno di sé.
Insomma, alla base delle diverse procedure, il denominatore comune è quello di restringere il campo della coscienza del soggetto e di far perdere significato agli stimoli esterni, a eccezione di quelli prodotti dall’ ipnotista, che rimane cosi il solo e unico tramite con la realtà dalla quale l’ipnotizzato si allontana.

Alla luce di tutte queste osservazioni la terapia mediante  ipnosi resta oggi uno strumento che non può prescindere dal produrre:

1.il distacco dell’ attenzione;
2.il rafforzamento dello stato di concentrazione;
3.la messa in atto quella serie di circostanze che ogni soggetto ricerca quando vuole avviarsi verso il sonno.

Lo scopo è quindi quello di spingere l’ attenzione del paziente verso il suo mondo interno alla ricerca di quelle risorse forse dimenticate, ma ancora vive e presenti.


Ipnosi e Trauma

L’approccio ipnotico alla psicoterapia ha sempre guardato con particolare attenzione alla presenza di eventi traumatici (“condizioni in cui il soggetto è posto acutamente in situazione di rischio per la propria integrità fisica e psichica”), facendo della terapia del traumi uno dei suoi punti di forza.
In particolare l’ ”intervento ipnotico mediante regressione di età” ha frequentemente consentito di rilevare traumi che il soggetto aveva dimenticato per effetto della amnesia post- traumatica.
Questo meccanismo difensivo viene messo in atto inconsapevolmente dal soggetto per allontanare da sé le emozioni negative connesse all’evento traumatico, cancellando il ricordo cosciente dell’evento.
La Psicoterapia Ipnotica a questo proposito consente, modulando opportunamente lo stato di coscienza, di mettere in moto le risorse immaginative e cognitive della persona.
Ciò consente di intervenire sui ricordi traumatici facilitando:
 1.la presa di coscienza del trauma subito e delle emozioni negative ad esso correlate;
 2.il distacco dall’evento traumatico che viene visto finalmente come meno minaccioso e invalidante;
3. la ristrutturazione del significato dato all’ evento e a se stessi, aumentando l’ autostima, rafforzando la consapevolezza delle proprie risorse interne, cancellando il senso di colpa, spesso associato all’esperienza traumatica.

Avv.Laura Logli

COME USCIRNE:

1) la denuncia

Il primo passo per uscire dalla violenza è sentire dolore e volersene liberare. La vittima, per uscire dal tunnel della violenza e per comprendere la differenza tra amore buono e amore cattivo viene aiutata dalla consapevolezza che la violenza psicologica e fisica è un comportamento punito dalla legge penale. I reati ipotizzabili sono violenza privata, molestia, minaccia, ingiuria, diffamazione, lesioni personali, percosse, violazione o sottrazione di corrispondenza, violenza sessuale, mancata assistenza economica della famiglia.

Nel procedimento legale, penale o civile, per ottenere la condanna e il risarcimento del danno bisogna

-dimostrare i fatti denunciati

-la responsabilità di chi ha agito

-il danno causato dall'azione illecita

Le prove che è bene fornire al legale sono:referti del pronto soccorso, testimonianze, registrazioni telefoniche, relazioni dei Carabinieri chiamati ad intervenire nelle emergenze. Ovviamente anche il Pubblico Ministero può acquisire nuovi elementi di prova nel corso delle indagini.

Nelle vicende più pericolose la legge prevede che l'aggressore sia allontanato dalla famiglia, che non possa frequentare i luoghi in cui si recano abitualmente i familiari o l'adozione di altre misure cautelari.

La legge 4 aprile 2001, n. 154 intitolata "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari" prevede un "ordine di protezione" contro gli abusi familiari commessi sia all'interno di un matrimonio che nei rapporti di convivenza. La misura prevista in sede penale è "l'allontanamento dalla casa familiare, con la possibilità per il giudice di condannare il violento a versare un assegno in favore dei familiari. L'ordine di protezione ha una durata provvisoria, non superiore a sei mesi, eventualmente prorogabile. Allo scadere della misura il pericolo si ripresenta; ecco allora che le vittime devono trovare sistemazioni protette, anche con l'ausilio del giudice, che può coordinare il lavoro di Assistenti Sociali.

2) la separazione

Nelle storie di violenza, la separazione da un partner o da un marito maltrattante è quasi sempre l'unica via d'uscita. Nelle relazioni malate il carnefice prenderà molto raramente la decisione di separarsi. L'aggressore non vuol farsi sfuggire la preda. Tenterà di far sentire in colpa chi vuole la separazione o gli prospetterà per il futuro uno scenario talmente tragico da levargli le energie necessarie per procedere nel giudizio. Frasi tipiche? Ti toglierò i figli dimostrando che sei pazza; non avrai una lira e come potrai farcela? ti renderò la vita un inferno. La vittima sarà tentata di cedere, ma deve attrezzarsi per resistere psicologicamente, ricordando costantemente cosa li ha indotti a ribellarsi e quale era la vita che facevano. Quando il carnefice capisce che la vittima fa sul serio, farà di tutto per proseguire l'unione il più a lungo possibile e per non recidere il legame. Tenderà ad esasperare il partner ad indurlo ad accettare condizioni penalizzanti per la vittima. Il maltrattante tenterà di convincere il partner a sbarazzarsi del legale. Questo è un passo da non fare mai: è impensabile che la vittima riesca a tener testa al marito, nel momento in cui è più debole e in cui ha fretta di chiudere il problema ponendo fine alla convivenza. Si negoziano così accordi di separazione fatti in casa nella speranza di modificarli in futuro. Ma è molto difficile poi provare che quegli accordi sono stati il frutto di un'estorsione, e carpite in modo subdolo e violento. Per ottenere una modifica si dovranno portare innanzi al Giudice fatti nuovi, che qualora non si verifichino manterranno la separazione così come era

3) le misure contro la violenza nelle relazioni familiare

Come già accennato, la legge 154 del 4.4.2001 intitolata "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari" è una legge preventiva che permette anche a chi non è propriamente vittima di un reato di fare ricorso al giudice: è, infatti, sufficiente una situazione di disagio, accertabile e dimostrabile, vissuta all'interno della famiglia non soltanto coniugale ma anche cosiddetta di fatto.

La legge si occupa sia dell'aspetto penale che dell'aspetto civile.

Dal punto di vista penale, prevede innanzitutto la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare, introducendo nel codice di procedura penale l'art. 282-bis per cui, a seguito di una denuncia-querela che la vittima sporge alle competenti autorità in relazione ai maltrattamenti subiti, che deve avvenire per quanto attiene ai reati procedibili a querela di parte, entro 3 mesi dalla notizia del fatto, la stessa Autorità Giudiziaria può disporre il provvedimento dell'allontanamento con cui prescrive:

All'imputato di lasciare subito la casa familiare o di non farvi ritorno senza autorizzazione del giudice per un certo periodo di tempo (sei mesi);

il divieto dell'imputato di avvicinarsi a luoghi determinati frequentati dalla famiglia "qualora sussistano esigenze di tutela dell'incolumità della persona offesa o dei suoi prossimi congiunti";

il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone conviventi "che per effetto del provvedimento rimangano prive di mezzi adeguati", eventualmente con obbligo di versamento diretto al datore di lavoro.

La novità vera e propria della legge è costituita dalla possibilità di adottare le stesse misure previste in sede penale in campo civile: nel codice civile è stato, infatti, inserito un nuovo titolo, rubricato "Ordini di protezione degli abusi familiari".

L'art. 342-bis prevede la possibilità, nel caso in cui "la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all'integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell'altro coniuge o convivente " di ottenere con decreto del Giudice una serie di provvedimenti denominati appunto "ordini di protezione", ora a seguito delle modifiche introdotte dalle Legge n. 304/2003, sia per i fatti costituenti reati perseguibili a querela di parte sia per quelli perseguibili d'ufficio. Si permette dunque a chi non voglia ricorrere a misure estreme, quale la denuncia penale, di risolvere in via provvisoria una situazione di emergenza.

Il Giudice può imporre provvisoriamente (il decreto dura infatti sei mesi, prorogabili solo per gravi motivi) a colui che ha tenuto la condotta pregiudizievole:

la cessazione della condotta stessa;

l'allontanamento dalla casa familiare (anche se questa sia di proprietà esclusiva del soggetto allontanato);

il divieto di frequentazione di determinati luoghi;

il pagamento di un assegno periodico a favore dei familiari che rimangano di conseguenza privi di mezzi adeguati;

ed infine l'intervento dei Servizi Sociali.

La procedura per l'adozione del provvedimento permette alla parte di proporre ricorso al Tribunale del proprio luogo di residenza o domicilio, anche personalmente senza l'assistenza di un avvocato, tenendo inoltre conto del fatto che si tratta di procedure completamente esenti da ogni imposta e tassa. Il ricorso dovrà contenere la narrazione di tutti i fatti e di tutte le violenze subite, documentate dalle eventuali querele proposte, dalle certificazioni sanitarie e dalle dichiarazioni dei redditi delle parti. Il Giudice può fissare la data dell'udienza ed in quella sede ascoltare le parti e procedere con le indagini che ritiene necessarie oppure può, nei casi particolarmente urgenti, adottare immediatamente l'ordine di protezione, fissando l'udienza in un momento successivo durante la quale confermerà, modificherà o revocherà l'ordine di protezione.  

Avvocato Penalista

“La mia collaborazione in questo sito vuole avere come unico scopo quello di aiutare donne in difficoltà, senza alcuna volontà di pubblicizzare alla collettività la mia attività professionale e, soprattutto, senza alcuno scopo di lucro”. (Avv. C.S.)

FAQ

  • Ho deciso di sporgere denuncia : devo farmi assistere da un penalista? Di fatto, l'assistenza di un penalista non è necessaria al fine di chiedere la penale punizione di una condotta che costituisca reato: al fine di ricevere una tutela da parte delle forze dell'ordine è possibile anche sporgere una denuncia-querela orale, che l'ufficio ricevente provvederà a verbalizzare, dando un'attestazione a chi l'ha sporta. È però evidente che un professionista sia in grado di dare un'assistenza molto più accurata a chi ha bisogno di aiuto: ciò non solo in relazione ai contenuti della denuncia-querela, ma anche in relazione ai vari aspetti che possono interessare il denunciante e su cui questi voglia essere rassicurato.
  • Devo farmi assistere prima o dopo la denuncia? Ci si può rivolgere prima o dopo: rivolgendosi prima a un professionista si può ricevere assistenza anche nella fase della redazione della denuncia-querela.Ciò non toglie che, essendo un dovere degli organi di P.G.quello di ricevere denunce-querele, in questa fase l'intervento dell'avvocato costituisca una forma di tutela non necessaria.Successivamente, se il P.M.deciderà di esercitare l'azione penale nei confronti del denunciato-querelato, è possibile che il denunciante-querelante assuma la qualità di persona offesa del reato (questo accade sempre nei delitti contro la persona, che in questo caso sono quelli che ci interessano): anche in questa fase la persona offesa può scegliere se avvalersi o meno di un legale.L'intervento dell'avvocato sarà necessario nel caso in cui la persona offesa voglia costituirsi parte civile, per essere risarcita già in sede penale del danno subito a causa del reato.La costituzione di parte civile consente alla parte offesa di partecipare attivamente al processo: in pratica, senza alcuna costituzione la persona offesa potrà essere ascoltata dal Giudice, ma non potrà avanzare richieste istruttorie, né effettuare la discussione, mentre una volta perfezionata la costituzione di parte civile la persona offesa, tramite il proprio avvocato, avrà una voce nel processo, del tutto paragonabile a quella della difesa e del P.M., affiancandosi alla posizione di quest'ultimo nella finalità di ottenere l'affermazione della penale responsabilità dell'imputato.La costituzione di parte civile deve avvenire entro la prima udienza: consiglio vivamente di rivolgersi ad un avvocato tempestivamente, in modo tale da potergli consentire di scegliere una strategia processuale adeguata al caso concreto e non incorrere in decadenze istruttorie.In caso di condanna, il Giudice penale condannerà l'imputato al pagamento dei danni alla parte civile costituita (anche demandando a un Giudice civile la quantificazione del danno stesso, il che significa che si dovrà procedere con azione giudiziale ad hoc anche avanti al Tribunale civile), nonché alle spese di costituzione di parte civile (ovvero al pagamento degli onorari dell'avvocato della parte civile).
  • Non posso permettermi un avvocato: c'è qualcuno che mi assiste gratuitamente? Non fidatevi mai di un avvocato che afferma di lavorare gratis. Esistono delle liste, presso ogni Consiglio dell'Ordine, di avvocati che possono patrocinare a spese dello Stato: per accedere al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il proprio reddito sia al di sotto di una determinata soglia. Verificata la sussistenza dei requisiti sarà opportuno farsi indirizzare dal Consiglio dell'Ordine a professionisti iscritti alle liste, che – se accetteranno il mandato – vi aiuteranno a compilare la domanda e vi indicheranno le certificazioni da allegare. Sarà il Giudice, in materia penale, a deliberare o meno l'ammissione al patrocinio: in caso affermativo il professionista chiederà la liquidazione dei propri compensi direttamente agli uffici del Tribunale per l'attività giudiziale svolta; in caso negativo non potrete esimervi dal retribuirlo personalmente.
  • Non ho referti medici, come faccio a provarlo? I referti medici sono indispensabili per la dimostrazione delle lesioni. Esistono, tuttavia, anche altri reati (percosse, minacce ecc.), ben denunciabili anche senza alcun referto.
  • Non ho testimoni, come faccio a provarlo? La parola della persona offesa, se chiamata a testimoniare davanti al Giudice del dibattimento dal pubblico ministero, costituisce una prova a tutti gli effetti per l'affermazione della penale responsabilità dell'imputato. Ciò, a maggior ragione, se la testimonianza è suffragata dalla certificazione medica (consiglio di farsi refertare nell'immediatezza o quasi delle lesioni).
  • Ho cambiato idea, è possibile ritirare la denuncia? La denuncia, presentata dal Pubblico Ufficiale o dal privato, è uno dei mezzi attraverso il quale il Pubblico Ministero o la polizia giudiziaria prendono conoscenza di un fatto costituente reato. Ai privati è anche concessa la facoltà di presentare denuncia oralmente. Nel caso di denuncia, il procedimento si avvia d'ufficio, cioè senza che sia necessario l'intervento della persona offesa dal reato: non sarà possibile, in queste ipotesi, “ritirare” la denuncia, perché la legge ritiene che il reato sia talmente grave o, comunque, che leda non solo interessi attinenti alla sola persona del denunciante, da prevedere che il delitto sia perseguibile d'ufficio. Il denunciante con ogni probabilità sarà chiamato a testimoniare: dovere ineludibile e la cui inosservanza è sanzionabile. La querela: in ordine ad alcuni reati specifici, la legge richiede una ulteriore condizione (c.d. condizione di procedibilità) ossia la querela, da intendersi come manifestazione di volontà della persona offesa che si proceda in ordine ad uno specifico reato. Per intenderci, se in queste ipotesi la persona offesa non scrive nella propria denuncia una frase del tipo “chiedo che il responsabile venga penalmente perseguito per tutti i reati ravvisabili in quanto da me dichiarato”, il responsabile la farà franca. A ciò va aggiunto per effettuare questa “dichiarazione” ci sono tre mesi di tempo dal momento del fatto.Anche la querela può essere presentata oralmente (e in questo caso si redige un verbale per iscritto ad opera dell'autorità che la riceve) e può essere “ritirata” in qualunque momento, purché, per come è descritto il fatto, non ricorrano talune circostanze a cui la legge ricollega una gravità tale da rendere il reato perseguibile d'ufficio (esempio: lesioni guaribili in oltre venti giorni). ). Proprio per comprendere in quale ipotesi si versa in concreto e, quindi, le conseguenze della propria denuncia-querela, è il caso di farsi consigliare da un professionista.
  • E se non mi credono? La polizia ha il dovere di ricevere le denunce-querele e di trasmetterle al P.M.: è un atto dell'ufficio e non riceverle costituisce un reato.

Dott. Ennio Losi

La chirurgia plastica ricostruttiva è una branca della chirurgia plastica che riguarda in particolare le correzioni delle malformazioni congenite o postumi di traumi, incidenti o malattie.
La chirurgia plastica ricostruttiva infatti corregge e ripara sotto l'aspetto funzionale, ed estetico, i danni conseguenti ad ustioni e scottature, traumi quali fratture del viso, ferite lacero contuse, perdite di sostanza, tumori cutanei, fratture facciali, impianti facciali, neoplasie mammarie, lesioni che seguono un intervento demolitivo, malformazioni congenite quali labiopalatoschisi, microtie, malformazioni mammarie e malformazioni dei genitali.La chirurgia plastica ricostruttiva quindi "ricostruisce" parti della pelle o del corpo che sono stati danneggiati da traumi, patologie o interventi precedenti, prestando la necessaria attenzione sia al punto di vista funzionale che estetico, per il paziente.


Dott.Claudio Consolini
Difesa personale è la capacità di gestire (e possibilmente di evitare) situazioni di conflitto (non necessariamente violente) tra individui che, per i motivi più svariati, possono giungere ad uno scontro verbale o ad uno scontro fisico. È molto diffusa l'opinione che la difesa personale sia solo un insieme di tecniche o un sistema il cui obbiettivo è mettere fuori combattimento uno o più individui, prima che siano loro a farlo. Questa interpretazione è anche indotta dalle scene di lotta che si possono vedere nelle sale dei cinema o in televisione oppure su quei siti internet dove si propone lo "street fighting" (combattimento da strada) oppure l'addestramento militare o paramilitare di corpi speciali, piuttosto che una difesa personale rivolta a persone normali. Fondamentale è un approfondito lavoro psicologico ed interiore, amalgamato con le tecniche di autodifesa.

Sveva Orlandini Solari
Specialista in giurisprudenza - Responsabile pubbliche relazioni. ETTA SOS

Dr.Pippo Cocciola
Fisiokinesiterapista
Osteopata

Ing. Lorenzo Fedele

Presid.Tove K. Hornelius
Presidente ETTA SOS - riabilitazione della violenza e abusi sociali.