Specialisti
Dott.ssa Alessandra Bussi Moratti|
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Il Counselling è un intervento psicologico di sostegno la cui finalità è quella di aiutare una persona in difficoltà psicologica a prendere le decisioni migliori per il benessere proprio e del proprio ambiente. Si svolge tramite un ciclo di colloqui focalizzati sul disagio presentato e tesi ad aiutare la persona a recuperare la propria consapevolezza e la propria autonomia decisionale. La sua utilità nei casi di abusi e violenza consiste nel poter aiutare la vittima e/o i familiari della vittima in una elaborazione del trauma che non renda sempre obbligatoria una psicoterapia, che solo nei casi più gravi può essere suggerita in una seconda fase.
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Alessandra Lumachelli, formatrice, perito grafologico, consulente grafologica, esperta nelle tematiche di abuso e rieducatrice del gesto grafico, contribuisce a sitiweb e riviste. Aderisce al Codice deontologico europeo per i grafologi. E' socio dell'AGRAGI o Associazione Grafologi Giudiziari, del CeSAP o Centro Studi Abusi Psicologici, del CISMAI o Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia, dell'APRESPA o Associazione Per Ricerche E Studi di Psicologia Applicata. Responsabile ETTA SOS per il Centro Italia. Cell. 3387830312
PUBBLICAZIONI
Saggi
La scrittura della personalità, Simple Editore, Macerata Scrittura creatività e arte, e. p. [Saggio socio-demografico sull'immigrazione], Zappa, Sarzana
Altre pubblicazioni
Abuso: dall'omertà al riscatto, contributo sito web Abuso e sofferenza nelle espressioni quotidiane, contributo sito web A scuola: disgrafia e problemi di apprendimento, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma Dentro la complessità della coppia: dinamiche psico-affettive, risorse e cambiamenti, tesi di diploma Disgrafia, contributo sito web Disgrafici sì ... ammalati no!, contributo sito web "Distruggere il muro del silenzio - Disegno infantile e abuso psicologico" Disturbi dell'apprendimento, manoscritto Grafologia e benessere interiore, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma
I bambini e la grafologia, contributo sito web Il disegno infantile: possibile traccia di abuso subito, tesi di diploma La dislessia: leggere, che fatica!!, contributo sito web La grafologia e la medicina, contributo sito web La scrittura di un mito: Marilyn - Alla ricerca dell'amore negato, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma
Pennino traditore, Cairo Editore, Milano Pianeta disgrafia , rivista ufficiale UNICEF "Il Mondo Domani" Ritmo privato e ritmo collettivo, contributo sito web Scarabocchiando verso il futuro, contributo sito web Scarabocchi e simboli - La grafologia e la psicologia del profondo, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma Scarabocchio ... disegno ... scrivo ... quindi esisto !!!, contributo sito web Scrittura creatività e arte, testo bilingue ITA/ENG, e.p. Scrittura, emozioni e consapevolezza - Le emozioni aiutano a crescere, "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma Segnali di abuso dalla grafia, contributo sito web CeSAP Uso dei colori e incubi notturni, contributo sito web CeSAP
ATTIVITA' SEMINARIALE
Awareness and Self-Motivation through Graphology: "Mediterranean Congress" of the EBWA, Cairo Bambini e diritto alla felicità, Teatro Comunale, Urbisaglia Curved and Angular: Are You Altruist or Not?, W.I.N. Forum, GinevraDibattito collettivo sulla creatività, Community "Rosa Stanton", Teatro S. Martino, Bologna Donne del 3^ millennio verso l'autoconsapevolezza, Biblioteca Comunale, Mogliano Graffitoes and Scribbles: "Calligraphy, Writings and Inscriptions in the World throughout the Ages", International Forum, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria Grafologia e medicina, Rotary Club, Macerata Handwriting and Personality, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria Il disegno infantile: possibile traccia di abuso subito, Convegno Nazionale A.P.R.E.S.P.A.: "Il trauma: segni sintomi e strategie di intervento", Lonato Il disegno infantile: possibile traccia di abuso subito, A.G.I.-Associazione Grafologica Italiana, Bologna Il tempo interiore: "Chi sono? Dove sono? Dove vado?", Convegno nazionale A.P.R.E.S.P.A., Lonato Intimità ed estroversione dalla scrittura-Conoscerci per rinascere, Centro Autostima Donne, Framura L'abuso psicologico sul minore rilevabile dal disegno: Convegno nazionale A.GRA.GI., Napoli L'attestazione della preparazione del perito: "Aggiornamento professionale e responsabilizzazione dei consulenti e dei periti", Convegno nazionale ISG, Roma La vetta del successo interiore, Associazione Culturale Scuola di Respiro, Roma Le espressioni grafiche dei bambini: presentazione di disegni, scritture infantili e di un caso di disgrafia, A.G.I., Trento L'intelligenza del cuore: "Dov'e' finita la gioia? - Il cammino verso le emozioni positive", Convegno nazionale A.P.R.E.S.P.A., Rimini L'utilizzo del test Stelle e Onde per monitorare il benessere familiare ed individuale: convegno internazionale "Genitorialità complesse", Università degli Studi di Ferrara, Ferrara Scrittura creatività e arte-Paralleli ed analogie tra linguaggio artistico e grafologia: "La scienza e la scrittura", Convegno nazionaleA.GRA.GI., Napoli Solitudini femminili - Vite a confronto: alla scoperta di leggi e relazioni umane che possono migliorarci l'esistenza, Sala conferenze della Filarmonica, Macerata The Etruscan Coins: Symbols and Myths, "Calligraphy, Writings and Inscriptions in the World throughout the Ages", International Forum, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria The Hieroglyphics and the Moretti's Sign "Curva" (Curved): "Calligraphy, Writings and Inscription throughout the Ages", International Forum, Bibliotheca Alexandrina, Alexandria Women Against Mobbing - Women Against Emotional Abuse in the Workplace, "Economic Women Empowerment", Mediterranean Congress of the EBWA, Cairo
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Ogni tipo di violenza sull'adulto e sul bambino può innescare o essere mantenuta da diverse forme di psicopatologia individuale. La mia collaborazione all'associazione riguarda pertanto la disponibilità a svolgere, attraverso colloqui conoscitivi e la somministrazione di batterie testali specifiche, una valutazione psicodiagnostica, fornendo al paziente le indicazioni circa la migliore tipologia di trattamento, presso strutture pubbliche o private. SUL BAMBINO La violenza sul bambino può avere gravi ripercussioni sullo sviluppo fisico, psichico, cognitivo ed affettivo. Il bambino, vittima di violenze, soffre nell'impotenza di reagire non avendo a disposizione i mezzi per difendersi. Se si considera che nella maggior parte dei casi, i fautori di violenza sono figure di accudimento dalle quali il bambino dipende interamente, si intuisce in quale drammatica situazione si trovi imprigionata la giovane vittima. Non potendo rinunciare a figure essenziali a garantire la sua sopravvivenza è costretta ad accettare passivamente abusi e soprusi, nell'angosciante speranza di non perdere i suoi unici punti di riferimento. Questa situazione protratta nel tempo può portare sconvolgimenti catastrofici con possibili ripercussioni su tutta la gamma di funzioni fisiche, psichiche, cognitive, affettive e relazionali. Che fiducia nell'essere umano potrà mai avere un bambino vittima di violenza da parte dei familiari? Che fiducia in sé stesso potrà mai avere se umiliato e schiacciato da violenze subite da persone alle quali si affida ciecamente? Quale immagine interiore di sé stesso potrà avere se usato come oggetto inanimato su cui scaricare i propri impulsi aggressivi? Come potrà un bambino che ha subito tali situazioni rapportarsi alla vita e alle relazioni future? Come potrà imparare ad amare? Le conseguenze degli abusi fisici e verbali sui bambini possono essere le più disparate a seconda delle caratteristiche innate, passando da gravi forme psicopatologiche (forme autistiche, psicosi, disturbi della personalità, delinquenza, perversioni e aberrazioni della vita sessuale, nevrosi ossessive, tossicodipendenza, disturbi dell'umore, ecc.) a lievi deficit cognitivi (quali dislessie, disturbo da deficit dell'attenzione ed iperattività, deficit dell'apprendimento, ecc.). Intervenire precocemente è un dovere di tutti al fine di garantire, promuovere e recuperare uno sviluppo armonioso che darà vita ad un essere umano capace di amarsi ed amare. SULL'ADULTO Le vittime adulte di violenza domestica sono quasi sempre donne ma non mancano rari casi di violenza subita da uomini. Subire violenze fisiche o psichiche è un fatto oggettivo sul quale uno psicoterapeuta può fare ben poco. Più utile, e sicuramente più efficace, sarebbe l'intervento delle forze dell'ordine o di un avvocato. Capovolgendo però il punto di osservazione possiamo vedere la situazione in un'altra prospettiva, nella quale l'intervento psicoterapico può avere un senso. Ci si può domandare:"Perché subisco tali violenze? Perché permetto ad una persona di trattarmi in questo modo? Perché non me ne vado di qui? Perché non lo lascio? Perché non faccio qualcosa per porre fine a questa situazione?". La risposta che viene data a questo tipo di domande solitamente può riguardare fattori oggettivi di ordine economico o logistico; "Non me ne vado perché non ho nessun posto in cui andare oltre a casa mia, non ho un lavoro, non ho soldi" oppure di ordine affettivo "Non me ne vado perché ho figli e non voglio farli soffrire, perché non voglio deludere i miei genitori, perché non voglio che le mie amiche sappiano delle mie difficoltà, perché tutto sommato voglio bene a mio marito o al mio fidanzato". È possibile però che nella realtà tali risposte logiche e plausibili nascondano una verità più profonda e più lontana dalla coscienza, una vera e propria forma di psicopatologia, che impedisce il cambiamento. Dietro all'incapacità di reagire si cela spesso l'incapacità di affrontare la vita in modo autonomo e maturo. Un aiuto psicologico può quindi essere uno strumento utile a riconoscere e superare quei deficit personali che incatenano la vittima alla sua situazione attuale impedendole il cambiamento.
VIOLENZA DA PARTE DI ESTRANEI Anche se la maggior parte delle violenze subite avvengono nel contesto famigliare, violenze ed abusi fisici o verbali da parte di sconosciuti non sono infrequenti. Questo tipo di eventi è senza dubbio un fattore traumatico per l'individuo e le conseguenze possono essere le più disparate. La violenza subita, come qualsiasi altro fattore stressante, può trasformarsi in evento scatenante che slatentizza (ovvero rende manifesta) una determinata forma psicopatologica, più o meno grave, a seconda della predisposizione di base e delle passate esperienze di vita dell'individuo. Anche in questo caso non è possibile prevedere quale reazione avrà la vittima di violenza. Esistono persone dotate di una straordinaria capacità di far fronte ad eventi traumatici senza subire ripercussioni tali da dover essere considerate patologiche, mentre, all'opposto, esistono persone che a seguito del trauma subito personalmente, o anche indirettamente come spettatori, crollano in varie forme di sofferenza. Elaborare l'evento traumatico e recuperare una vita sana e produttiva è un compito a volte difficile ma non irraggiungibile. Superare la vergogna ed il senso di colpa, che spesso nasce nella vittima di violenza, è il primo passo per tornare a vivere una vita ricca di affetti. |
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Ipnosi e Trance La terapia mediante ipnosi è un processo con cui aiutiamo le persone a riconoscere le proprie risorse interne; è pertanto “un mezzo di comunicazione”, una “situazione che si crea tra 2 persone”, che ha lo scopo di facilitare la scoperta e l’ impiego di capacità presenti nell’inconscio. Inconscio inteso come un serbatoio di potenzialità, che talora restano nell’ ombra, senza che il soggetto stesso sia a conoscenza della loro presenza, e delle loro possibilità di impiego. Le risorse infatti sono patrimonio di ogni individuo, e il compito dell’ipnosi è quello di svelarle a servizio del benessere e della crescita personale di chi le possiede; questo strumento si fa quindi imprescindibile in un percorso di crescita personale, proprio di ogni individuo. In tutto questo il terapeuta facilita l’esperienza della trance intesa come uno stato modificato di coscienza, in cui l’apprendimento e la disponibilità al mutamento, hanno maggiore probabilità di avere luogo. In questo stato i pazienti non sono “soggiogati” dal terapeuta, né perdono il controllo, dato che questa condizione è in realtà uno stato naturale che ognuno di noi ha sperimentato. L’esperienza più consueta è quella del sogno ad occhi aperti, ma altri stati di trance possono essere sperimentati quando meditiamo, preghiamo, o facciamo degli esercizi, come il jogging ad esempio. In queste situazioni, la persona è conscia della vivezza delle proprie sensazioni interne, sia mentali che fisiche, e gli stimoli esterni acquisiscono minore importanza. Siamo ben lontani dunque dal tempo in cui l’ ipnoterapeuta esercitava un vero e proprio potere sul paziente, impartendogli dei comandi diretti, attraverso l’uso della fissazione degli occhi o della sfera di cristallo, che obbligava il soggetto a liberarsi dalla razionalità per usare la fantasia, nella ricerca di qualche visione immaginaria. Ciononostante i cosiddetti “passaggi” con cui l’ipnotizzatore diceva di “emanare un certo fluido sul corpo del soggetto”, aveva nel complesso qualcosa di comune con l’ipnosi moderna, ossia la tendenza a indurre il soggetto a rivolgere l’ attenzione all’interno di sé. Insomma, alla base delle diverse procedure, il denominatore comune è quello di restringere il campo della coscienza del soggetto e di far perdere significato agli stimoli esterni, a eccezione di quelli prodotti dall’ ipnotista, che rimane cosi il solo e unico tramite con la realtà dalla quale l’ipnotizzato si allontana. Alla luce di tutte queste osservazioni la terapia mediante ipnosi resta oggi uno strumento che non può prescindere dal produrre: 1.il distacco dell’ attenzione; 2.il rafforzamento dello stato di concentrazione; 3.la messa in atto quella serie di circostanze che ogni soggetto ricerca quando vuole avviarsi verso il sonno. Lo scopo è quindi quello di spingere l’ attenzione del paziente verso il suo mondo interno alla ricerca di quelle risorse forse dimenticate, ma ancora vive e presenti. Ipnosi e Trauma L’approccio ipnotico alla psicoterapia ha sempre guardato con particolare attenzione alla presenza di eventi traumatici (“condizioni in cui il soggetto è posto acutamente in situazione di rischio per la propria integrità fisica e psichica”), facendo della terapia del traumi uno dei suoi punti di forza. In particolare l’ ”intervento ipnotico mediante regressione di età” ha frequentemente consentito di rilevare traumi che il soggetto aveva dimenticato per effetto della amnesia post- traumatica. Questo meccanismo difensivo viene messo in atto inconsapevolmente dal soggetto per allontanare da sé le emozioni negative connesse all’evento traumatico, cancellando il ricordo cosciente dell’evento. La Psicoterapia Ipnotica a questo proposito consente, modulando opportunamente lo stato di coscienza, di mettere in moto le risorse immaginative e cognitive della persona. Ciò consente di intervenire sui ricordi traumatici facilitando: 1.la presa di coscienza del trauma subito e delle emozioni negative ad esso correlate; 2.il distacco dall’evento traumatico che viene visto finalmente come meno minaccioso e invalidante; 3. la ristrutturazione del significato dato all’ evento e a se stessi, aumentando l’ autostima, rafforzando la consapevolezza delle proprie risorse interne, cancellando il senso di colpa, spesso associato all’esperienza traumatica. |
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COME USCIRNE: 1) la denuncia Il primo passo per uscire dalla violenza è sentire dolore e volersene liberare. La vittima, per uscire dal tunnel della violenza e per comprendere la differenza tra amore buono e amore cattivo viene aiutata dalla consapevolezza che la violenza psicologica e fisica è un comportamento punito dalla legge penale. I reati ipotizzabili sono violenza privata, molestia, minaccia, ingiuria, diffamazione, lesioni personali, percosse, violazione o sottrazione di corrispondenza, violenza sessuale, mancata assistenza economica della famiglia. Nel procedimento legale, penale o civile, per ottenere la condanna e il risarcimento del danno bisogna -dimostrare i fatti denunciati -la responsabilità di chi ha agito -il danno causato dall'azione illecita Le prove che è bene fornire al legale sono:referti del pronto soccorso, testimonianze, registrazioni telefoniche, relazioni dei Carabinieri chiamati ad intervenire nelle emergenze. Ovviamente anche il Pubblico Ministero può acquisire nuovi elementi di prova nel corso delle indagini. Nelle vicende più pericolose la legge prevede che l'aggressore sia allontanato dalla famiglia, che non possa frequentare i luoghi in cui si recano abitualmente i familiari o l'adozione di altre misure cautelari. La legge 4 aprile 2001, n. 154 intitolata "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari" prevede un "ordine di protezione" contro gli abusi familiari commessi sia all'interno di un matrimonio che nei rapporti di convivenza. La misura prevista in sede penale è "l'allontanamento dalla casa familiare, con la possibilità per il giudice di condannare il violento a versare un assegno in favore dei familiari. L'ordine di protezione ha una durata provvisoria, non superiore a sei mesi, eventualmente prorogabile. Allo scadere della misura il pericolo si ripresenta; ecco allora che le vittime devono trovare sistemazioni protette, anche con l'ausilio del giudice, che può coordinare il lavoro di Assistenti Sociali. 2) la separazione Nelle storie di violenza, la separazione da un partner o da un marito maltrattante è quasi sempre l'unica via d'uscita. Nelle relazioni malate il carnefice prenderà molto raramente la decisione di separarsi. L'aggressore non vuol farsi sfuggire la preda. Tenterà di far sentire in colpa chi vuole la separazione o gli prospetterà per il futuro uno scenario talmente tragico da levargli le energie necessarie per procedere nel giudizio. Frasi tipiche? Ti toglierò i figli dimostrando che sei pazza; non avrai una lira e come potrai farcela? ti renderò la vita un inferno. La vittima sarà tentata di cedere, ma deve attrezzarsi per resistere psicologicamente, ricordando costantemente cosa li ha indotti a ribellarsi e quale era la vita che facevano. Quando il carnefice capisce che la vittima fa sul serio, farà di tutto per proseguire l'unione il più a lungo possibile e per non recidere il legame. Tenderà ad esasperare il partner ad indurlo ad accettare condizioni penalizzanti per la vittima. Il maltrattante tenterà di convincere il partner a sbarazzarsi del legale. Questo è un passo da non fare mai: è impensabile che la vittima riesca a tener testa al marito, nel momento in cui è più debole e in cui ha fretta di chiudere il problema ponendo fine alla convivenza. Si negoziano così accordi di separazione fatti in casa nella speranza di modificarli in futuro. Ma è molto difficile poi provare che quegli accordi sono stati il frutto di un'estorsione, e carpite in modo subdolo e violento. Per ottenere una modifica si dovranno portare innanzi al Giudice fatti nuovi, che qualora non si verifichino manterranno la separazione così come era 3) le misure contro la violenza nelle relazioni familiare Come già accennato, la legge 154 del 4.4.2001 intitolata "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari" è una legge preventiva che permette anche a chi non è propriamente vittima di un reato di fare ricorso al giudice: è, infatti, sufficiente una situazione di disagio, accertabile e dimostrabile, vissuta all'interno della famiglia non soltanto coniugale ma anche cosiddetta di fatto. La legge si occupa sia dell'aspetto penale che dell'aspetto civile. Dal punto di vista penale, prevede innanzitutto la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare, introducendo nel codice di procedura penale l'art. 282-bis per cui, a seguito di una denuncia-querela che la vittima sporge alle competenti autorità in relazione ai maltrattamenti subiti, che deve avvenire per quanto attiene ai reati procedibili a querela di parte, entro 3 mesi dalla notizia del fatto, la stessa Autorità Giudiziaria può disporre il provvedimento dell'allontanamento con cui prescrive: All'imputato di lasciare subito la casa familiare o di non farvi ritorno senza autorizzazione del giudice per un certo periodo di tempo (sei mesi); il divieto dell'imputato di avvicinarsi a luoghi determinati frequentati dalla famiglia "qualora sussistano esigenze di tutela dell'incolumità della persona offesa o dei suoi prossimi congiunti"; il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone conviventi "che per effetto del provvedimento rimangano prive di mezzi adeguati", eventualmente con obbligo di versamento diretto al datore di lavoro. La novità vera e propria della legge è costituita dalla possibilità di adottare le stesse misure previste in sede penale in campo civile: nel codice civile è stato, infatti, inserito un nuovo titolo, rubricato "Ordini di protezione degli abusi familiari". L'art. 342-bis prevede la possibilità, nel caso in cui "la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all'integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell'altro coniuge o convivente " di ottenere con decreto del Giudice una serie di provvedimenti denominati appunto "ordini di protezione", ora a seguito delle modifiche introdotte dalle Legge n. 304/2003, sia per i fatti costituenti reati perseguibili a querela di parte sia per quelli perseguibili d'ufficio. Si permette dunque a chi non voglia ricorrere a misure estreme, quale la denuncia penale, di risolvere in via provvisoria una situazione di emergenza. Il Giudice può imporre provvisoriamente (il decreto dura infatti sei mesi, prorogabili solo per gravi motivi) a colui che ha tenuto la condotta pregiudizievole: la cessazione della condotta stessa; l'allontanamento dalla casa familiare (anche se questa sia di proprietà esclusiva del soggetto allontanato); il divieto di frequentazione di determinati luoghi; il pagamento di un assegno periodico a favore dei familiari che rimangano di conseguenza privi di mezzi adeguati; ed infine l'intervento dei Servizi Sociali. La procedura per l'adozione del provvedimento permette alla parte di proporre ricorso al Tribunale del proprio luogo di residenza o domicilio, anche personalmente senza l'assistenza di un avvocato, tenendo inoltre conto del fatto che si tratta di procedure completamente esenti da ogni imposta e tassa. Il ricorso dovrà contenere la narrazione di tutti i fatti e di tutte le violenze subite, documentate dalle eventuali querele proposte, dalle certificazioni sanitarie e dalle dichiarazioni dei redditi delle parti. Il Giudice può fissare la data dell'udienza ed in quella sede ascoltare le parti e procedere con le indagini che ritiene necessarie oppure può, nei casi particolarmente urgenti, adottare immediatamente l'ordine di protezione, fissando l'udienza in un momento successivo durante la quale confermerà, modificherà o revocherà l'ordine di protezione. |
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“La mia collaborazione in questo sito vuole avere come unico scopo quello di aiutare donne in difficoltà, senza alcuna volontà di pubblicizzare alla collettività la mia attività professionale e, soprattutto, senza alcuno scopo di lucro”. (Avv. C.S.)
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La chirurgia plastica ricostruttiva è una branca della chirurgia plastica che riguarda in particolare le correzioni delle malformazioni congenite o postumi di traumi, incidenti o malattie. |
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Difesa personale è la capacità di gestire (e possibilmente di evitare) situazioni di conflitto (non necessariamente violente) tra individui che, per i motivi più svariati, possono giungere ad uno scontro verbale o ad uno scontro fisico. È molto diffusa l'opinione che la difesa personale sia solo un insieme di tecniche o un sistema il cui obbiettivo è mettere fuori combattimento uno o più individui, prima che siano loro a farlo. Questa interpretazione è anche indotta dalle scene di lotta che si possono vedere nelle sale dei cinema o in televisione oppure su quei siti internet dove si propone lo "street fighting" (combattimento da strada) oppure l'addestramento militare o paramilitare di corpi speciali, piuttosto che una difesa personale rivolta a persone normali. Fondamentale è un approfondito lavoro psicologico ed interiore, amalgamato con le tecniche di autodifesa. |
| Specialista in giurisprudenza - Responsabile pubbliche relazioni. ETTA SOS |
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Fisiokinesiterapista Osteopata |
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Presidente ETTA SOS - riabilitazione della violenza e abusi sociali. |
